Itinerario olfattivo

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"La prima condizione per comprendere un paese straniero è annusarlo"
Rudyard Kipling

Ogni città ha il suo odore che cogliamo fra le mura dei palazzi, un'architettura invisibile in cui siamo completamente immersi. Un profumo unico che nasce dalla straordinaria alchimia di storie del passato e del presente.

Al Museo di Fointainbleau c'è un ritratto di Elisa attribuito al pittore francese Fracois Joseph Kinson. la principessa è in piedi accanto a un vaso di geranio. Come il crisantemo anche il geranio era già conosciuto da tempo, ma coltivato esclusivamtne negli orti botanici. Elisa fu la testimonial di questa moda floreale. I "francesini" invasero balconi e aiuole.
Elisa, come tutti i Bonaparte, aveva una passione per la botanica e fece della sua residenza di Marlia, così come già aveva fatto Josephine con la Mailmaison, un vero e proprio vivaio in cui introdusse anche specie appena arrivate da paesi lontani.

 

Sarà così che dalla Villa Reale si diffonderanno nei giardini lucchesi nuove specie come le mimose, le magnolie, i glicini.. Anche il geranio, già noto ma fino ad allora relegato negli orti botanici, diventerà uno dei protagonisti non solo dei giardini ma anche dei salotti lucchesi. Grazie alle nuove scoperte scientifiche si iniziò a convivere sotto lo steso tetto con piante che un tempo erano considerate una minaccia per la salute.

 

E' a partire da questo momento che diverse specie vegetali entrano a far parte del vivere quotidiano; le serre come luoghi in cui passeggiare saranno complemento importante di residenze prestigiose e anche molti elementi di arredo, come i mobili giardiniere e le serre “da finestra” e i cache pots verranno progettati per queste nuove funzioni.
Seguire le tracce di Elisa con un percorso olfattivo, vuol dire entrare nello spirito del suo tempo, comprenderne la cultura e le regole sociali, scoprire le fragranze e i nuovi profumi della regia lucchese soprattutto nei luoghi della città in cui furono introdotte le nuove specie botaniche.

Dalla magnolia bicentenaria del cortile della scuola Giovanni Pascoli a quelle di corso Garibaldi, dal glicine in piazza San Giovanni ai platani in piazza Napoleone, e poi diverse specie all’orto botanico e sulle Mura. Un percorso "storico" e profumatissimo, che permette di entrare nello spirito dell'ottocento, comprenderne la cultura e le regole sociali, scoprire le fragranze e i nuovi profumi della Reggia lucchese soprattutto nei luoghi  della città in cui furono introdotte  le nuove specie botaniche.
Se nella civiltà dell’immagine l’olfatto, relegato ai ricordi, alle memorie, alle emozioni dell’identità è stato il senso dimenticato, oggi la percezione olfattiva sta ritrovando il suo ruolo con la collaborazione della scienza che sta cercando di svelare tutti i suoi segreti.

Sulle essenze vegetali del periodo napoleonico presenti nella città di Lucca, alcune introdott per la prima cvolta in Italia, altre invece già presenti ma valorizzate ai Bonaparte, è stata fatta una approfondita indagine storico archivistica con la collaborazione lde pdof. Paolo Emilio Tomei, docente di botanica all’universita delgi studi di pisa. Naturalmente a parte i pochi e rari esemplari sopravvissuti e ancora esistenti, gli altri che vengono indicati in questo percorso sono gli eredi delgi originali dal momento che non tutte le piante possono superare, in città più di 200 anni di vita.

 

Sulle Mura (1,2,3,4)
Con l’Impero napoleonico si promuove per la prima volta la realizzazione di giardini pubblici. Il “ritorno alla natura” di Jean-Jacques Rousseau è stato accolto e messo in pratica: camminare fra gli alberi non è più un privilegio di pochi o una concessione e il principio  di vivere nella natura nelle città si compie anche attraverso la realizzazione di piazze e viali alberati.
La Principessa Elisa realizzò alla fine del 1810 il “Passeggio delle Mura” tra i baluardi san Colombano e san Donato affidandone la progettazione all’ingegnere francese  Charles Sambucy. Da allora le Mura divennero il luogo per eccellenza in cui svolgere il rito della passeggiata.

Elisa ordinò di sbassare i parapetti per favorire la vista del paesaggio esterno alla città e fece aggiungere tigli, platani, alberi del tulipano, paulownie, magnolie ai pioppi e agli olmi già presenti. Elisa infatti pensava che gli alberi fossero l’ornamento che forma l’amenità della muraglia.

 

5 - Orto Botanico  
Nato da un progetto voluto da Elisa fu poi realizzato dalla Duchessa Maria Luisa nel 1820. Molte delle piante che furono inserite nell’Orto  Botanico vennero scelte fra le rarità della Villa Reale di Marlia.
Il primo arrivo a Lucca della camelia avvenne quando dai Giardini di Caserta fu mandata un’ingente spedizione di piante rare, spedizione alla quale sovrintese personalmente il fratello di Elisa, Giuseppe Bonaparte, in quel momento re di Napoli.
Sono presenti nell’Orto Botanico molte specie arboree introdotte a Lucca da Elisa, come l’albero dei ventagli, la magnolia, piante come l’olivo odoroso, e specie erbacee come nuove qualità di dalie e peonie.

 

6 - Palazzo Froussard e Palazzo Matteucci
Nell’area della nuova Porta Elisa, che fu aperta nel 1811, furono realizzati per i ministri del Governo del Principato di Lucca, Froussard e Matteucci, questi due palazzi. Entrambi avevano caratteristiche architettoniche tipicamente francesi, come la stessa via Elisa ispirata alla parigina Rue de Rivoli. Lungo i fronti posteriori si svilupparono i giardini, proiezione intima dell’ufficialità delle sedi ma, ancora  oggi, ben visibili dalle mura urbane. In questi giardini sono presenti magnolie, cedri e mimose. La mimosa era una delle nuove specie vegetali arrivate  con la spedizione in Australia voluta da Napoleone nel 1800 e organizzata dal capitano Baudin.
Chiude il giardino di palazzo Froussard il Teatro di Verzura.

 

7,8 - Villa Bottini 
Villa Bottini fu acquistata da Felice Baciocchi nel 1811. È in questo giardino che vive l’esemplare di platano più grande di tutta la  Lucchesia. Ha una circonferenza di oltre 7 metri ed una chioma che supera i 25 metri di altezza ed è un testimone del Principato napoleonico. Il giardino è arricchito anche da magnolie, specie introdotta a Lucca nel parco di Villa Reale.

 

9 - Magnolia bicentenaria
Si trova nel chiostro della scuola primaria Giovanni Pascoli. Il chiostro è visitabile su richiesta.

 

10,11 - Palazzo Micheletti e piazza S.Giovanni
Si segnalano per la presenza di magnolie e di glicini: quest’ultima specie apparve per la prima volta in Francia nel giardino della Malmaison e a Lucca a Villa Reale. Un esemplare di straordinaria bellezza si può ammirare in piazza San Giovanni, in quello che era l’antico orto della prioria della chiesa, che Elisa trasformò in Archivio. Nel periodo  della sua fioritura la piazza viene inondata del suo intenso profumo.

 

12 - Piazza Napoleone
Elisa aveva il progetto di trasformare Lucca in una città capitale sul modello di quanto stava realizzando Napoleone a Parigi. Davanti al Palazzo residenza dei Principi Baciocchi, venne demolito un intero isolato per lasciare spazio all’apertura di Piazza Napoleone.
Gli alberi inseriti da Elisa erano gli olmi, che in seguito saranno sostituiti con i platani.

 

13 - Giardino di Palazzo Orsetti
Un tempo di proprietà della famiglia Orsetti e oggi sede del Comune, nel suo giardino sono presenti magnolie, glicini e tigli. Dagli  Orsetti, Elisa il 4 luglio 1806 acquistò la Villa di Marlia che da allora ha assunto la denominazione di Villa Reale.

 

14 - Museo Nazionale di Palazzo Mansi
Nel museo è conservato il ritratto di Elisa Bonaparte realizzato da Marie Guillemine Benoist nel 1805. La Sovrana è seduta e vicino a lei si vede un vaso di crisantemi giapponesi. In Europa i primi esemplari di crisantemo arrivarono in Olanda nella seconda metà del ‘600, importati dal Giappone. Non ebbero alcun successo e la loro coltivazione si interruppe immediatamente. Passò più di un secolo prima che, alla fine del ‘700, giungessero in Francia dall’Inghilterra. Da quel momento cominciò la loro fortuna e si diffusero su tutto il territorio Europeo.