La pianura di Lucca

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Piana di Lucca - campagna

 

la pianura

La Piana di Lucca in età antica era solcata dai numerosi rami in cui si divideva il corso dell’Auser, oggi Serchio, lungo le sue sponde si concentrarono insediamenti umani sin dall’età del Bronzo. Il territorio pianeggiante, reso fertile dal fiume, importante via di comunicazione e commercio, fu intensamente popolato dagli Etruschi a partire dall’VIII secolo a.C., mentre i Liguri Apuani si stabilirono sulle montagne della media e alta valle dal IV secolo a.C.

Per porre rimedio ai continui esondamenti del Serchio nelle campagne lucchesi, il Vescovo Frediano, nel VI secolo promosse un intervento idraulico che deviò il corso del fiume. L'opera apportò un importante miglioramento ambientale, che arriverà al suo culmine con la completa bonifica della piana di Lucca nell'Alto Medioevo. Qualche secolo più tardi, i lucchesi, ancora riconoscenti, immortalarono l'opera "miracolosa" e il suo autore in un affresco della basilica di san Frediano.

 

Parco Fluviale del Serchio

 

il parco fluviale

Nel tratto del fiume più prossimo alla città, dal ponte di Monte S. Quirico fino al ponte S. Pietro, il parco fluviale è un piacevole percorso pedonale e ciclabile sopra gli argini ottocenteschi, all’ombra di ontani, salici, acacie, pioppi. Nella bella stagione si può approfittare per un bagno lungo le piccole spiaggette e, delle aree attrezzate per un pic nic all’aperto, per assistere alle gare di tiro della Forma.

Sull'altra sponda del fiume, il piccolo Castello di Nozzano, fu più volte distrutto e ricostruito, in virtù della posizione su un confine pericoloso, quello con Pisa, ma strategico, sullo stretto passaggio tra la pianura di Lucca e la Versilia.

 

Castello di Nozzano

 

l'acquedotto storico

Sul lato sud, è invece la costruzione ottocentesca dell’acquedotto del Nottolini a caratterizzare al campagna attraversando imponente la campagna lucchese per raggiungere Lucca dal vicino Monte Pisano. 56 sorgenti, 413 arcate, 14 fontane. Dentro le Mura si dissolve in tante piccole fontane decorative che offrono una delle migliori acque oligominerali della zona, preferite da molti lucchesi a quella di tante bottiglie.

 

le colline

E intorno a questa piccola pianura, una corona di colline rigogliose punteggiate da piccole pievi e ville storiche dei mercanti lucchesi.

Circa trecento ville, costruite tra il XIII ed il XVIII secolo. Lunghi, dritti viali alberati, come in una scenografia teatrale, accompagnano lo sguardo del visitatore fino all'edificio centrale. Piccole strade tortuose risalgono la collina fiancheggiate dai muri delle chiuse dei parchi oltre i quali si estende l’ordine prezioso dei vigneti e degli oliveti. Negli ampi parchi giardini e arboreti, fontane, statue, peschiere, grotte artificiali, ninfei, teatri all’aperto ed ogni tipo di piacevolezza che rendesse gradevoli le giornate in campagna sono un itinerario irrinunciabile per gli amanti della campagna toscana.

 

villa reale di Marlia

 

Lungo un percorso di mezza collina, si possono visitare la barocca Villa di Camigliano arredata con le sete lucchesi, nel giardino di Villa Mansi una delle peschiere più belle, la elegante villa Oliva che ha un giardino a terrazze, e l’arboreto esotico della villa Grabau, la Villa Reale, che fu residenza di Elisa Bonaparte, una ricca collezione di camelie ed un piccolo teatro intagliato nel bosso dove suonò, ospite della principessa, Niccolò Paganini.

 

Villa di Camiogliano già Torrigiani

 

La bella esposizione, i parchi “arredati” delle più belle piante esotiche e di statue, fontane, ninfei, teatri verdi e teatri d’acqua, i vigneti e gli oliveti tutto intorno, ne fanno uno dei paesaggi più noti e ammirati della Toscana.

 

Campagna lucchese