Lucca Medioevale

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Molte le dinastie che hanno accompagnato la città di Lucca a partire dal I secolo d.C.: Ostrogoti, Bizantini e Longobardi. Dopo le guerre gotiche il vescovo di Lucca, San Frediano, assunse funzioni amministrative promuovendo importanti lavori idraulici per allontanare dalla città le acque del fiume Serchio, giocando anche un fondamentale ruolo di mediatore all’inizio dell’invasione dei Longobardi. Lucca, ormai importante ducato longobardo, divenne sede di una delle zecche più longeve in Europa, e fondamentale punto di snodo per i percorsi della Via Francigena.

Con la fine del periodo longobardo e il successivo dominio di Carlomagno e dei Franchi in Italia, l'importanza di Lucca crebbe tanto che gli allora marchesi di Toscana, come Adalberto I, fecero della città la loro residenza.

Durante il periodo carolingio, Lucca si sviluppò nelle attività commerciali e nella produzione tessile, conquistando una posizione centrale in Europa per qualità e bellezza dei prodotti.

Fino al secolo X la città di Lucca ricoprì il ruolo di arbitro in tutte le vicende italiane del periodo controllando la principale via di accesso a Roma in un ambito di quasi totale autonomia.

Con l’allontanamento del potere marchionale dalla città e con la concessione di sempre maggiori autonomie amministrative da parte imperiale – diploma di Enrico IV del 1081 – la città di Lucca divenne Comune di Lucca intorno al 1100.

Durante i secoli XII e XIII, il Comune di Lucca si impegnò nel consolidamento del suo assetto territoriale sottraendo possedimenti circostanti al controllo dei feudatari locali per un maggiore inurbamento e controllo. Si manifestò uno sviluppo urbanistico volto all’accrescimento dei borghi esterni alle Mura romane sui lati est, ovest e nord a cui fu aggiunta una nuova seconda cerchia muraria terminata nel 1260. All’interno delle Mura, si portò avanti un’intensa opera edilizia con il rinnovamento e l’ingrandimento delle chiese, la crescita verticale di palazzi e edifici, come dimostrano le decine di torri gentilizie presenti nel XIII secolo. Lucca si fortificò economicamente grazie alle attività mercantili, di cambio e creditizie dovute alla Via Francigena e alla presenza di una delle più importanti e avanzate manifatture seriche occidentali.

Nella seconda metà del XIII secolo, Lucca divenne una città guelfa, seppure divisa internamente tra neri (rappresentanti della borghesia commerciale) e bianchi (aristocrazia terriera).

Intorno all’inizio del 1300 l’alleanza con Firenze portò ad un’importante espansione territoriale di entrambe le città, anche se Lucca dovette fronteggiare alcune tensioni sociali interne che portarono poi all’insuccesso delle istituzioni comunali: nel 1308 la parte nera al potere riformò lo statuto comunale bandendo dalla città le famiglie magnatizie.

In un periodo di instabilità Lucca fu saccheggiata nella notte del 14 giugno del 1314 da Uguccione della Faggiola, signore di Pisa, con l’aiuto del lucchese Castruccio Castracani degli Antelminelli.

Dopo la caduta di Uguccione, cacciato nel 1316, Castruccio Castracani divenne il nuovo signore di Lucca consolidando il potere ghibellino e promuovendo una politica espansionistica ai danni soprattutto della guelfa Firenze ma con la sua morte improvvisa nel 1328, il Ducato lucchese crollò in un periodo di grande decadenza.

Lucca riuscì a ricostituirsi come Repubblica solo nel 1372 grazie anche alle comunità di mercanti lucchesi presenti in tutta Europa che contribuirono alla rinascita della città.

Un nuovo cambiamento avvenne nel 1400, quando Paolo Guinigi fu eletto signore assoluto della città di Lucca grazie a un colpo di mano di Giovanni Sercambi che lo dipinse come pacificatore e difensore della politica antifiorentina della città.

Nel corso del XIV secolo l’assetto urbanistico fu profondamente segnato dalla costruzione nell’area sud occidentale della Fortezza Augusta (1322) che inglobò dentro di sé i quartieri di San Pietro in Cortina (attuale piazza Grande), del Palazzo Ducale e di San Romano. I borghi orientali, sorti al di fuori della Porta di Borgo e di Porta San Gervasio e intorno alle chiese di san Francesco e San Ponziano, furono chiusi espandendo la cinta muraria e portando l’area urbana alle dimensioni attuali.