Monumento funebre di Ilaria del Carretto

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Indirizzo: 

Piazza Antelminelli, Lucca

Telefono: 
0583 490530

Ilaria del Carretto è stata la seconda moglie di Paolo Guinigi, signore di Lucca tra il 1400 e il 1430. Dopo la morte prematura della donna (aveva infatti solo 25 anni), il marito commissionò allo scultore Jacopo della Quercia un sarcofago di marmo e pietra, un monumento funebre che richiese allo scultore due interi anni di lavorazione.

 

La bella figura di Ilaria giace distesa su di un basamento decorato da putti e festoni, di ispirazione classica. La testa poggiata su di un cuscino, ha gli occhi chiusi e sembra essere ritratta nel sonno. La veste è raffinata ed elegante, con una foggia particolare, il capo ornato da una corona di stoffa e fiori. Il cane, accoccolato ai suoi piedi, simboleggia la fedeltà coniugale.

L'opera, uno dei massimi capolavori della scultura quattrocentesca, è frutto dello straordinario incontro tra il gusto tardo-gotico di ascendenza francese del panneggio a pieghe sottili e parallele, con il sorgente gusto rinascimentale di ascendenza fiorentina del dolce modellato della figura e del volto.
"... Jacopo di leccatezza pulitamente il marmo cercò di finire con diligenza infinita", disse di lui Giorgio Vasari.

 

In origine l'opera era collocata nel transetto meridionale della Cattedrale  di San Martino presso un altare patronato della famiglia Guinigi tra il Monumento funebre di Domenico Bertini (opera di Matteo Civitali) e il pilastro angolare. La striscia di pavimento con pietre strette e lunghe che contrasta col resto della pavimentazione, posta a poca distanza dal muro è un frammento del piano di posa predisposto per collocare il monumento di Ilaria. Qui rimase fino al 1430, anno in cui Paolo Guinigi venne cacciato dalla città e tutti i suoi beni furono confiscati. Il sarcofago di Ilaria venne spogliato di tutte quelle parti che facevano riferimento al tiranno: la lastra con lo stemma, poi recuperata, e un'iscrizione commemorativa, andata perduta.

Nel 1887, dopo aver subito vari spostamenti all'interno della chiesa, il sarcofago fu ricomposto nel transetto nord della chiesa, dove è rimasto fino all'attuale collocazione nella sacrestia della Cattedrale.

 

Il monumento funebre a Ilaria del Carretto, considerato tra i migliori esempi di scultura funeraria italiana del XV secolo non conserva però le spoglie di Ilaria la cui salma riposa nella cappella di Villa Guinigi.

 

Orari: 

La Cattedrale di san Martino è aperta in orario 9:30 / 18:00; Sabato 9:30 / 18:45; Domenica e festivi 12:00 / 18:00 con piccole variazioni durante l'anno.
Si consiglia di verificare gli orari precisi sulla pagina dedicata del sito del Museo della Cattedrale.

 

Prezzi: 

intero € 3,00
ridotto € 2,00