Martino, Ilaria e il Volto Santo

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In un angolo a sud della città, in prossimità delle mura rinascimentali ospitano alcuni dei tesori della città.

La Cattedrale di San Martino, con il particolare portico asimmetrico della facciata che la fa sembrare “zoppa”, assunse l’aspetto attuale alla fine del XII secolo. Al suo interno custodisce due opere d’arte simbolo della città: il sarcofago di Ilaria del Carretto, capolavoro di Jacopo della Quercia (XV secolo), e il Crocifisso ligneo noto come “Volto Santo” (XI secolo), venerato sin dal medioevo dai pellegrini diretti a Roma percorrendo la Via Francigena.

Il campanile salda la facciata della Cattedrale all’edificio duecentesco che ospitava l’Opera del Duomo. Dall'alto del campanile si gode una splendida vista della città e dei rilievi a sud, i Monti Pisani.

Sul lato sud della chiesa, il Museo della cattedrale di Lucca raccoglie gli arredi realizzati fin dall'alto medioevo per lo svolgimento delle solenni funzioni liturgiche della Cattedrale tra cui paramenti e pianete in seta, impreziosite da motivi decorativi floreali e geometrici a ricamo, che testimonia la notevole qualità dell'attività tessile lucchese e, non ultimo, in una sala dedicata, lo splendido tesoro del Volto Santo. Gli ornamenti, usati ancora oggi il 3 di maggio e il 14 settembre per "vestire" il venerato simulacro comperndono il fregio trecentesco della veste, la sfarzosa corona in oro e pietre preziose e il collare di metà Seicento con il fantasioso gioiello impreziosito di diamanti e smalti riferibile all'orafo francese Gilles Légaré attivo alla corte del Re Sole.

Sul fianco nord della Cattedrale si apre Piazza Antelminelli con la fontana neoclassica disegnata da Lorenzo Nottolini, punto d’arrivo del monumentale acquedotto proveniente dai Monti Pisani.

La piazza della Cattedrale ospita inoltre Palazzo e Giardino Bernardi, oggi Micheletti, costruito nella seconda metà del Cinquecento su disegno dell’Ammannati. Adiacente al Palazzo si trova la Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata con l’annesso Battistero, fondati nel IV secolo e sede vescovile fino all’VIII secolo. Gli scavi archeologici del sottosuolo hanno consentito di ricostruire importanti eventi della storia architettonica della città.