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Museo Barsanti e Matteucci

CONTATTI

 

INDIRIZZO: Via Sant’Andrea, 58 Lucca

TELEFONO: 0583 467870

EMAIL: info@barsantiematteucci.it

SITO WEB: www.barsantiematteucci.it

 

Se oggi ci spostiamo a bordo di auto dotate del motore a combustione interna è grazie agli inventori toscani Eugenio Barsanti, un insegnante di fisica nato a Pietrasanta, e Felice Matteucci, un ingegnere di Lucca.

Il Museo Barsanti e Matteucci (o Museo del Motore a Scoppio), che si trova nell'Antica Loggetta dei Guinigi in Via Sant’Andrea, ripercorre le vicende di vita, le opere e i successi dei due celebri scienziati.

Padre Eugenio Barsanti fu uno studioso attento e scrupoloso, un sacerdote rigoroso e un insegnante appassionato: dedicò tutta la sua vita all'insegnamento, alla ricerca scientifica e al perfezionamento del suo motore.
Barsanti aveva scoperto - durante uno dei suoi tanti esperimenti nell'aula del collegio San Michele di Volterra - la possibilità di trasformare uno scoppio (infiammando del gas idrogeno) in forza meccanica. In pochi anni con l'amico Felice Matteucci sviluppò una "macchina" a moto continuo capace di ripetere ciclicamente questa trasformazione ed ottenere una costante erogazione di energia meccanica.

I due talentuosi "colleghi" progettarono e collaudarono insieme il 1^ modello di motore a scoppio e nel 1853 per tutelare questa rivoluzionaria invenzione, in assenza di un Ufficio Brevetti nazionale, depositarono una memoria scritta alla prestigiosa Accademia dei Georgofili di Firenze.
Negli anni seguenti apportarono continui miglioramenti al prototipo: nel 1863 nelle Officine Bauer di Milano fu realizzato il 1^ motore a 4 cavalli e l'anno seguente ne fu avviata la produzione su larga scala presso la Società John Cockerill di Seraing in Belgio.
Un successo commerciale, anche se il primato della loro scoperta non riuscì ad avere il riconoscimento ufficiale che avrebbe meritato in Europa. Contro chi voleva defraudarli del titolo di inventori del motore a scoppio cercarono, presentando brevetti, disegni e documenti, di rivendicare il merito e la paternità dell’invenzione, ma fu tutto invano. Nei decenni successivi sono i motori di Jean Etienne Lenoir e degli ingegneri prussiani Nikolaus Otto e Eugen Langen ad ottenere ampia fama e ad essere ricordati come pietra miliare nello sviluppo dell'automobile.

Oggi il genio di Barsanti e Matteucci è unanimemente riconosciuto a livello internazionale.
Nel museo è possibile trovare una ricca documentazione e leggere gli scritti relativi agli studi effettuati e ai progressi fatti dai due inventori tra il dicembre del 1851, data del loro primo incontro, e il 25 marzo 1864, giorno in cui fu messo in moto il motore Bauer nella sede della Società John Cockeril.
I dettagliati resoconti degli esperimenti e delle tecniche costruttive perfezionate, gli attestati ed i brevetti accumulati negli anni testimoniano la portata rivoluzionaria del motore a scoppio, fino alla rivendicazione definitiva del primato dell'invenzione.

Nelle due piccole ed accoglienti sale al piano terra si trovano le riproduzioni del 1^ prototipo e di altri modelli di motore progettati da Barsanti e Matteucci, funzionanti ad aria compressa: i visitatori possono con un semplice gesto azionare direttamente le macchine e vedere con i propri occhi il funzionamento dei meccanismi.
In esposizione anche due "gioielli" che incanteranno sicuramente gli appassionati: l'indimenticabile Vespa “Farobasso” del 1951, proprio il modello utilizzato nel film Vacanze romane, e una storica Vespa 50 R del 1971.