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Villa Puccini di Viareggio

CONTATTI

 

INDIRIZZO: Viale Michelangelo Buonarroti angolo Piazza Puccini, Viareggio

 

Nel 1921 Giacomo Puccini si trasferisce a Viareggio in una grande villa affacciata sulla piazza che oggi porta il suo nome, che lui stesso aveva fatto costruire su un terreno vicino alla pineta di ponente. Qui visse gli ultimi anni della sua vita, dopo aver abbandonato l'amata villa di Torre del Lago. 

È cosa nota che Puccini, oltre alla musica, avesse anche altre grandi passioni, come la caccia, la pesca, il buon cibo, le automobili e le case, tra le cui mura è possibile riscoprire l'anima del Maestro, il suo carattere e le sue abitudini.

La villa con dependance di Viareggio fu progettata dall’architetto Vincenzo Pilotti e dall'ingegnere Federigo Severini, seguendo le volontà e le richieste specifiche del suo esigente proprietario. È composta da un piano nobile e da un seminterrato e si accede all'ingresso principale salendo una scala monumentale a doppia rampa, per giungere in un bel portico aperto a veranda con pilastri in pietra e transenne in legno. L'edificio è in mattoni e pietre 'a vista' e, lungo i lati posti a nord e ad est, delle formelle raffiguranti maschere decorano la fascia di coronamento del sottotetto. 

Tutt'intorno uno spazioso giardino in stile liberty con camminamenti in cotto e fioriere in pietra; gli arbusti e le piante, risalenti al tempo della costruzione della villa, sono quelli tipici della macchia mediterranea: pini, lecci e siepi di pittosforo e alloro, naturale prosecuzione della pineta di fronte. Puccini era molto attento alla cura del giardino ed anche alle innovazioni in materia, tanto che fece installare un impianto di microirrigazione fisso, uno dei primi per l’epoca.

Anche l'attenta organizzazione degli ambienti interni della villa segue le esigenze personali del Maestro: una scaletta in legno gli permetteva di andare direttamente dalla camera da letto allo studio nel seminterrato, il luogo più intimo e protetto della casa, lontano dai rumori della città, ideale per la creazione artistica. Lo studio era arredato con un tavolino, due poltrone ai lati del caminetto e il celebre pianoforte a coda Steinway, che oggi possiamo ammirare al Museo Casa Natale di Lucca. Dallo studio, una porticina a vetri conduce direttamente ad un bel salotto dalle pareti tappezzate di rosso, arredato con mobili di colore scuro e un divano angolare con cuscini rossi. 

Un'altra piccola curiosità, che fa capire quanto Puccini fosse un uomo straordinariamente al passo con i tempi e la tecnologia, è il fatto che la villa di Viareggio fu dotata, fin dalle origini, di un moderno impianto di riscaldamento a radiatori, per renderla ancora più accogliente e confortevole nelle lunghe ore di lavoro passate a comporre le indimenticabili arie del suo ultimo capolavoro rimasto incompiuto. 

Nell'immaginario collettivo questa residenza è ricordata, infatti, coma la casa di Turandot, custode della nascita di una delle opere liriche più famose ed apprezzate nel mondo.

Sul lato nord dell'edificio una lapide, posta il 7 dicembre 1924, così recita:

“La comunità di Viareggio promette di costodire consacrati a GIACOMO PUCCINI e casa e bosco che furono reggia e giardino alla splendente regina Turandot.”