Nelle formelle del bassorilievo dei mesi, nell'atrio della cattedrale di San Martino, marzo con i suoi attrezzi da contadino è già tornato nei campi, e si dedica alla potatura delle piante, che di lì a poco metteranno i fiori e poi i primi frutti.
E' uno dei 12 personaggi che altrettanto zelanti svolgevano il loro lavoro, lavoro da campagna, legato alla terra e al cibo, attività che tutt’oggi da vita al territorio, e fonte inesauribile di ricchezza per le tavole.
I dodici mesi dell’anno rappresentati dai dodici mestieri e dai dodici segni zodiacali sono ancora lì, ben conservati, vicino alla vita di San Martino e alle storie dei Santi.
Inizia da qui un itinerario gustoso nel centro storico di Lucca
inseguendo profumi, sapori e aneddoti storici che suggeriamo di fare il sabato mattina per un motivo che scoprirete alla fine.
Da piazza San Martino, Piazza San Michele si raggiunge in due passi. Ma non percorriamo la strada più semplice. Da Piazza Napoleone cerchiamo, oltre gli alberi che la circondano, un arco, ed entriamo. E' un angolo molto bello e nascosto della città, due corti contigue che si inseriscono nella struttura regolare delle strade romane. Il primo cortile (a Lucca "la corte") è alto e stretto. Vi si affacciano case in mattoni dalle tipiche forme medievali con tanto di balcone, stemma di casata e davanzali per i secchi dell'acqua che al tempo arrivava direttamente dai pozzi a terra. Il secondo rivela l'origine romana della struttura con le sue case a ballatoio e travi in legno a vista.
E' la corte del Pesce, l'uscita su via Pescheria non lascia dubbi sul mercato che vi si svolgeva in altri tempi. Pesce d'acqua dolce principalmente, proveniente dai canali intorno alla città e dal lago di Sesto.
Sembra che i Lucchesi del tempo preferissero di gran lunga il pesce di acqua dolce a quello di acqua salata.
Da via Pescheria, sulla destra, si passa a via Beccheria. Un toponimo derivante dal tardo latino bocharîa e bocharius che attraverso il francese medievale indicano rispettivamente la macelleria e il macellaio, italianizzati in beccheria e beccaio.
Eccoci in Piazza San Michele. Uno dei due centri, insieme a Piazza dell'Anfiteatro, del centro storico di Lucca. Sina dal XIV secolo, era il luogo di mercato soprattutto dei grani, ed era tenuta in cosi' alta considerazione che nelle immediate vicinanze era proibito tenere porci, anche se a scopo di vendita. Successivamente vi trovarono sede banchi di cambisti e di mercanti di sete. Ne resta testimonianza sui graffiti su un lato della chiesa che raffigurano navi, minareti, fortezze.
Il genius loci di questo angolo della città ha fatto si che qui intorno alla piazza si radunassero pasticcerie, forni, enoteche, gelaterie e altri negozi di specialità che vi lasciamo scoprire da soli.
Riprendiamo il nostro giro dalla corte delle Uova la zona dedicata al piccolo mercato di pollame e proseguiamo in Via del Moro il cui deriva da un'antica locanda che si chiamava appunto "del Moro" nella zona, all'angolo tra via del Moro e via San Giorgio, conosciuta come Il "cantone della taberna Maggiore". Conviene a questo punto fare un salto al piccolo Museo Domus Romana casa del fanciullo sul delfino per approfondire la gastronomia delle taberne romane.
Qui, oltre alla visita, si può partecipare (a richiesta) a visite guidate e buffet d'epoca preparati con attenzione storica minuziosa.
Terminata la visita, ci tuffiamo nuovamente tra i vicoli, ripercorriamo via San Giorgio, via Streghi e siamo così in piazza del Carmine dove l'edificio dell'ex mercato ci si presenta con la sua facciata regolare. Ma è un rifacimento non troppo lontano nel tempo. Il Mercato del Carmine era un convento, capita spesso nel centro storico di Lucca di trovarne ristrutturati e dedicati ad altri usi. Fu interamente ceduto al Comune nel 1868, e nel 1930 divenne mercato al minuto di generi alimentari, fino agli anni '90. La torre campanaria è diventata la torre dell'orologio.
Ed eccoci infine in piazza dell'Anfiteatro. L'alter ego moderno di Piazza San Michele che fu individuata per ospitare il mercato delle vettovaglie in strutture semi-permanenti e che mantenne questo utilizzo fino ai primi anni del '900 quando fu, appunto trasferito al Mercato del Carmine. La piazza era animata da voci e urla di tutti gli ambulanti e dei cittadini che vi si recavano per la spesa giornaliera, pane, verdure, carni e pesce. Per anni, prima dell'attuale fama, vi rimasero solo i venditori di castagne in inverno.
Non abbiamo ancora finito. C'è un luogo ancora da scorpire, bisogna uscire da porta Santa Maria e inoltrarsi nel Borgo Giannotti, in quello che a tutti gli effetti è ancora "centro storico" seppur fuori dalle Mura rinascimentali. Il Borgo finisce quando si incontra il fiume e li, all'incrocio delle strade che arrivano dalla montagna della Garfangana e dalla costa della Versilia, si trova il Foro Boario, la struttura ottocentesca che ospitava il mercato degli animali. Oggi invece ospita varie attività tra cui mercati dell'usato e, il sabato mattina, il mercato contadino.
Se è sabato, appunto, approfittate per riempire il cestino delle delizie del mercato e trovare un posticino che vi piace lungo il parco fluviale dove fare merenda.